La Regione Emilia-Romagna estende l’ecobonus per chi acquisterà l’auto ibrida anche nel 2019

Altri 3 anni di contributi per i cittadini emiliano-romagnoli che acquisteranno nel 2019 un’auto ad alimentazione ibrida, a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico.

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Risparmio energetico, ecco le detrazioni

I Caaf Cgil sono in prima fila per garantire ai contribuenti l'invio della documentazione all'Enea, oltre a fornire assistenza su tutti gli adempimenti, per ottenere l'agevolazione fiscale del 50 per cento introdotta con la scorsa manovra finanziaria

Se nel 2018 avete svolto interventi di recupero del patrimonio edilizio finalizzati al risparmio energetico oppure all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, per beneficiare della detrazione del 50 per cento è indispensabile inviare una comunicazione all’Enea. L’obbligo di inviare i dati relativi a questo tipo di interventi è stato introdotto dalla legge di bilancio 2018 con l’obiettivo di monitorare e valutare l’effettivo risparmio energetico conseguito a seguito dei lavori realizzati sugli edifici. L’Enea, incaricata del monitoraggio, avrà il compito di elaborare le informazioni trasmesse dai contribuenti e di inviare una relazione sui dati raccolti ai ministeri dello Sviluppo economico e dell'Economia, alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano.

A distanza di quasi un anno dall’approvazione della legge di bilancio 2018, il 21 novembre scorso l’Enea ha aggiornato il proprio sito per consentire l’inoltro on line dei dati. Occorre però prestare attenzione alle scadenze. L’invio dei dati deve avvenire entro 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo, con un’unica eccezione per gli interventi la cui data di fine lavori (o collaudo) ricade nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il  21 novembre 2018: in questo caso il termine dei 90 giorni decorre dal 21 novembre 2018 e scadrà quindi il 19 febbraio 2019.

Cosa succede se la comunicazione non viene inviata nei termini? Al momento non vi sono certezze, in quanto la normativa non ha espressamente previsto la decadenza dal diritto alla detrazione in caso di omessa o tardiva trasmissione dei dati all’Enea. In attesa che l’Agenzia delle entrate si pronunci sull’argomento, in caso di ritardo sarà comunque possibile, entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, usufruire della cosiddetta “remissione in bonis”, versando contestualmente la sanzione prevista e sempre se tale scelta risulterà conveniente.

È utile sapere che la comunicazione dei dati all’Enea non deve essere presentata per qualsiasi intervento di recupero del patrimonio edilizio, ma solo per i lavori finalizzati al risparmio energetico o all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia, realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette e per i quali, ai fini dei benefici fiscali, è indispensabile acquisire idonea documentazione attestante il conseguimento del risparmio energetico. La comunicazione dovrà essere presentata anche in caso di acquisto di elettrodomestici di classe energetica A+ finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione,  nonché di classe A in caso di forni, a condizione che i lavori di ristrutturazione siano iniziati dal 1° gennaio 2017.

Il contribuente può autonomamente comunicare i dati all’Enea (è indispensabile possedere un indirizzo mail) oppure può rivolgersi a un Caaf Cgil che, oltre a garantire informazioni e assistenza per l’invio dei dati, potrà fornire un servizio di consulenza su adempimenti e documentazione da conservare al fine di beneficiare delle detrazioni del 50 e del 65 per cento.

Fonte cafcgil.it


Allarme dei CAF. A rischio le dichiarazione ISEE 2019

La Consulta nazionale chiede un incontro urgente a Inps e governo per il rinnovo della convenzione. L'Indicatore sarà al centro delle tante riforme promesse dall'esecutivo, ma la copertura economica per questi nuovi servizi è del tutto insufficiente.

Nel 2018 i Centri di assistenza fiscale hanno trasmesso all’Inps circa 6,1 milioni di Dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) dei nuclei familiari (97 per cento del totale), valide ai fini del calcolo Isee, con un incremento del 9 per cento sull’anno precedente. Ma a fronte di queste cifre, la Consulta nazionale dei Caf suona un campanello d’allarme: a oggi i Centri non hanno alcuna certezza rispetto all’attività Isee del 2019, che avrà un ulteriore significativo incremento in termini numerici e di complessità per effetto delle diverse misure che governo e Parlamento intenderebbero adottare.

“La richiesta urgente che i Caf fanno all’Inps è quella dell’apertura di un tavolo di confronto sul rinnovo della convenzione”, affermano i due coordinatori della Consulta, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, rivolgendosi al presidente dell’Istituto Boeri, e per suo tramite ai ministeri del Lavoro e dell’Economia, per sollecitare un incontro che si annuncia delicato per il futuro delle riforme previste nella legge di bilancio 2019.

La presentazione della Dsu dell’Isee viene giustamente considerata un requisito fondamentale per chiedere agevolazioni economiche e accessibilità ai servizi sociali. Attualmente, secondo gli annunci apparsi tra media ed emendamenti alla manovra e al collegato fiscale, oltre a quelle tutt’ora vigenti, alle quali applicare la prova dei mezzi, sarebbero state considerate numerose altre ipotesi: il bonus bebè, il fondo per la gratuità della ristorazione nella scuola primaria statale, il fondo per la promozione dello studio all'estero, l’istituzione dell'assegno per l'occupazione e la riqualificazione dei lavoratori disoccupati di età compresa tra 30 e 50 anni, la concessione di un incentivo per l'assunzione di lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno, l’assegno sociale, il cosiddetto saldo e stralcio nella rottamazione delle cartelle esattoriali, il bonus cultura e il reddito di cittadinanza. Un elenco, peraltro non esaustivo, che testimonia come ci sia un’incongruenza tra la mole di lavoro di cui i Caf si potrebbero ulteriormente fare carico e l’insufficiente copertura finanziaria che già quest’anno non riuscirà a coprire interamente i costi vivi, essendo decaduto il finanziamento aggiuntivo del ministero del Lavoro, valido solo per il 2018.

“I Centri di assistenza fiscale - proseguono Massimo Bagnoli e Mauro Soldini - possono essere gli sportelli dello Stato sul territorio, grazie alla stretta vicinanza e al rapporto fiduciario instaurato negli anni con i cittadini, a tutto vantaggio della pubblica amministrazione che può contare su una rete esistente, capillare e dotata di professionalità e competenze consolidate”. I due coordinatori della Consulta nazionale evidenziano però che “la fornitura di eventuali nuovi servizi da parte dei Caf rende tuttavia necessario il recupero delle risorse economiche per l’Isee, data l’insufficienza di copertura economica, a meno di rifinanziamenti, sulle risorse dell’Inps e del ministero del Lavoro”.

I 40 mila sportelli Caf italiani operano ormai a pieno regime per offrire ai cittadini un supporto professionale e competente. Tendenzialmente questi numeri non potranno che aumentare (per il terzo anno di seguito), visto che quasi un sesto della popolazione italiana nel 2019 utilizzerà l’Isee, senza tuttavia un corrispettivo aumento delle risorse a disposizione. Al momento, dunque, i Centri di assistenza fiscale sono ancora in attesa di un riscontro e, per altro, nessun emendamento è stato introdotto nella manovra finanziaria. Questo silenzio costringe i Caf a denunciare il rischio di non poter garantire il servizio ai cittadini, che così saranno impossibilitati ad aderire alle varie iniziative del governo.

Fonte cafcgil.it

 


Il Reddito di solidarietà della Regione Emilia-Romagna (Res)

Un sostegno concreto per persone e famiglie in gravi difficoltà economiche, per superare le difficoltà economiche personali e del proprio nucleo familiare

 

Cos'è il Reddito di solidarietà della Regione Emilia-Romagna (Res)

Il Res è una misura di contrasto alla povertà e di sostegno al reddito della Regione Emilia-Romagna, finalizzata a superare le condizioni di difficoltà del richiedente e del relativo nucleo familiare.

Dal 1^ luglio 2018, il Res è una misura che integra il REI - Reddito di inclusione nazionale aumentandone il valore economico.

Chi può fare domanda per accedere al REI-Res?

Possono accedere alla misura regionale i nuclei e i singoli con residenza continuativa in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi che posseggono i requisiti per l’accesso al REI. Per conoscere nel dettaglio i requisiti si può consultare la pagina del Ministero del Lavoro e Politiche sociali dedicata al REI - Reddito di inclusione.

Come si accede al nuovo Res?

Dal 1^ luglio 2018 ottengono in modo automatico il Res i cittadini che siano già destinatari della misura nazionale REI. L’erogazione del beneficio parte dal mese di agosto in quanto i requisiti devono essere posseduti dal beneficiari per tutto il mese di luglio. Chi non usufruisce ancora del REI deve presentare domanda REI-Res allo sportello sociale/punto di accesso REI del Comune di residenza. Una volta che l’INPS abbia verificato i requisiti e accettato tale domanda, scatta automaticamente anche l’erogazione del beneficio regionale.

Cosa può fare chi già beneficia del vecchio Res e vuole passare al nuovo?

Chi desidera passare al nuovo Res deve fare domanda del REI e, se viene accettata, somma il beneficio nazionale con quello regionale. Se la domanda di REI viene rifiutata, il richiedente conserva il vecchio beneficio Res fino alla sua naturale scadenza (durata complessiva 12 mesi).

A chi va fatta la richiesta?

La richiesta va presentata da uno dei componenti del nucleo familiare allo sportello sociale del Comune di residenza e/o a eventuali altri punti di accesso indicati dai Comuni tramite apposito modello.

A quanto può ammontare il contributo economico?

Il Res prevede un contributo economico della durata massima di 18 mesi, che varia a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare beneficiario e si integra con il REI nazionale.

Gli importi massini sono indicati nella seguente tabella:

Numero componenti del nucleo Importo mensile massimo nuovo Res (Res+REI)
1 297,50 €
2 467,08 €
3 606,90 €
4 731,85 €
5 847,87 €
6 e più 891,82 €

I cittadini stranieri possono fare domanda?

Hanno diritto al REI e – se residenti in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi anche al Res - i cittadini non comunitari in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, apolidi in possesso di analogo permesso e coloro che siano titolari di protezione internazionale (asilo politico, protezione sussidiaria).

Possono inoltre accedere alla misura i familiari di cittadini italiani o comunitari, non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.

Per quanto tempo si può percepire il nuovo Res?

Il Res, in quanto misura integrativa del REI, ha la stessa durata di 18 mesi, che possono essere rinnovati di ulteriori 12, trascorsi 6 mesi dall’ultimo beneficio percepito.

N.B. Tale durata sarà inferiore per coloro che beneficiavano già del REI prima dell’entrata in vigore del nuovo Res (luglio 2018); in questi casi il nuovo Res avrà durata pari al periodo residuo di REI.

In cosa consiste il “Progetto di attivazione sociale e di inserimento lavorativo”?

Chi punta a ottenere il Res deve accettare di entrare in un percorso di impegno sociale e inserimento lavorativo. Devo cioè aderire a un progetto per il quale gli verranno proposte le misure ritenute più opportune per combattere la propria esclusione sociale e favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, individuate dai Servizi sociali territoriali in collaborazione con i Centri per l’impiego, nonché altri soggetti pubblici e privati del territorio.

Il progetto è sottoscritto dai beneficiari e dai servizi coinvolti. A titolo di esempio, il progetto può prevedere incontri con il servizio sociale territoriale; misure per favorire la frequenza scolastica di ragazzi all’interno del nucleo familiare; progetti di ricerca attiva del lavoro e di accettazione di offerte di lavoro; iniziative di prevenzione e cura della salute; sostegno dei minori; cura del proprio alloggio.

Motivi di perdita del beneficio

Il beneficio può decadere nel caso in cui si perdano i requisiti di accesso (ad es. si superi il livello Isee massimo), oppure nei seguenti casi:

  • mancata sottoscrizione del patto;
  • mancato rispetto degli obblighi previsti dal Progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo;
  • presenza di comportamenti incompatibili con il progetto da parte dei componenti il nucleo familiare (es: non partecipazione a corsi di riqualificazione, mancata frequenza scolastica dei minori ecc.);
  • mancata comunicazione della modifica del nucleo familiare dichiarato in DSU secondo la modalità e nei tempi previsti.

(Fonte sito Regione Emilia-Romagna)


Sisma Bonus

Che cos'è il Sisma bonus
I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi. La detrazione può essere richiesta per le somme spese nel corso dell’anno e può essere ceduta se relativa a interventi effettuati su parti comuni di edifici condominiali. La percentuale di detrazione e le regole per poterne fruire sono diverse a seconda dell’anno in cui la spesa viene effettuata. Sono concesse detrazioni più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico.

A chi interessa
L’agevolazione è rivolta sia ai contribuenti soggetti all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) sia ai soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires). Dal 2017 gli interventi possono essere realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per le attività produttive, situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3), individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

Quali vantaggi
Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 spetta una detrazione del 50%, che va calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare (per ciascun anno) e che deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo. La detrazione è più elevata (70 o 80%) quando dalla realizzazione degli interventi si ottiene una riduzione del rischio sismico di 1 o 2 classi e quando i lavori sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali (80 o 85%).

Infine, chi compra un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, può detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).

Maggiori informazioni sul sito dell'Agenzia delle Entrate


Pubblicata la nuova guida dell'Agenzia delle Entrate sul risparmio energetico

Sul sito dell'Agenzia delle Entrate è stata pubblicata la guida aggiornata sulle "Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico (clicca per scaricarla in PDF)", che contiene le nuove regole sui controlli recentemente stabiliti dal ministero dello Sviluppo Economico, e le novità sulle detrazioni per la riqualificazione energetica in vigore dal 2018.

Cosa sono le agevolazioni per il risparmio energetico? I contribuenti che eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti possono detrarre una parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) o dall’imposta sul reddito delle società (Ires).

In generale, le detrazioni sono riconosciute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
  • il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi)
  • l'installazione di pannelli solari
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

L’agevolazione è rivolta a tutti i contribuenti, residenti e non residenti, che possiedono l’immobile oggetto di intervento. Oltre ai proprietari, tra gli altri possono fruire dell’agevolazione i titolari di un diritto reale sull’immobile; i condòmini (per gli interventi sulle parti comuni condominiali); gli inquilini; i comodatari. Inoltre, la detrazione può essere fruita dal familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e dal convivente more uxorio. La detrazione va ripartita in 10 rate annuali di pari importo.

L’importo da portare in detrazione dalle imposte può variare dal 50% al 85% della spesa in base alle caratteristiche dell’intervento. Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.

Per maggiori informazioni è consultabile la sezione apposita sul sito dell'Agenzie delle Entrate


Spese per l'istruzione: lo "sconto fiscale" sconosciuto

L’anno scolastico 2018/2019 è ormai iniziato e i genitori hanno sostenuto in media circa 600 euro per mandare a scuola i propri figli, ma il costo si rileva ben più alto se i figli frequentano l’università. Libri, zaini, cancelleria, mensa, trasporti, doposcuola, gite scolastiche e altro ancora: ma tutti i genitori sanno che possono recuperare parte della spesa sostenuta mediante la dichiarazione dei redditi? Pare proprio di no.

Al 1° gennaio 2017 le famiglie con figli rappresentavano in Italia circa il 44 per cento dei nuclei familiari (fonte Istat): da un’indagine commissionata alla Doxa risulterebbe che una famiglia su due non sa di poter recuperare il 19 per cento delle spese per la scuola. Di seguito una panoramica generale delle spese per i figli più frequentemente sostenute che possono essere detratte nel 730/2019.

Le rette relative alla frequenza di asili nido sia pubblici sia privati: l’importo massimo di spesa sul quale calcolare il 19 per cento è di 632 euro per ciascun figlio (recupero fiscale di 120 euro).

Le spese di istruzione sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia (ex scuola materna), scuola primaria di primo grado (ex scuole elementari), scuola secondaria di 1° grado (ex medie), scuola secondaria di 2°grado (come licei o istituti tecnici), statali o paritarie private o di enti locali: l’importo massimo di spesa sul quale calcolare il 19 per cento è di 786 euro, che sale a 800 euro dal 2019 (recupero fiscale di 149 euro nel 2018 e di 152 euro nel 2019).

Attenzione: sono detraibili solo le tasse di iscrizione e di frequenza, i contributi obbligatori, la mensa scolastica, l’assistenza al pasto, il pre e post scuola, le gite scolastiche e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dagli organi d’istituto (come corsi di lingua o di teatro) svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza. Non è possibile, purtroppo, detrarre le spese relative all’acquisto di libri, dizionari o cancelleria.

Le spese sostenute in favore dei minori o di maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) fino al completamento della scuola secondaria di 2° grado, per l'acquisto di strumenti compensativi, sussidi tecnici e informatici necessari all'apprendimento: nessun limite di spesa su cui calcolare la detrazione spettante.

Le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea presso università statali e non, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti universitari pubblici o privati, università telematiche, italiani o stranieri: l’importo massimo di spesa sul quale calcolare il 19 per cento varia in base all’area disciplinare e alla regione in cui ha sede l’ateneo frequentato, va da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 3.700 (recupero fiscale da 285 a 703 euro per ogni studente). Sono detraibili ad esempio: le tasse di immatricolazione e iscrizione, le soprattasse per esami di profitto e laurea, la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea, le spese per la frequenza dei Tirocini formativi attivi (Tfa) per la formazione iniziale dei docenti.

Le spese sostenute dagli studenti universitari fuori sede per contratti di locazione con privati, per contratti di ospitalità o per atti di assegnazione in godimento o locazione, stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative. Gli studenti devono essere iscritti a un corso di laurea presso un’università ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 chilometri e comunque in un’altra provincia (per l’anno 2018 e solo per gli studenti residenti in zone montane o disagiate, la distanza è ridotta a 50 chilometri e l’ateneo può essere ubicato anche nella stessa provincia di residenza). Il contratto di locazione deve avere a oggetto unità immobiliari situate nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi. E’ riconosciuta la detrazione su un importo di spesa non superiore a 2.633 euro.

Fonte CAAF CGIL Nazionale


Le nuove detrazioni per disturbo specifico dell'apprendimento

Con l'inizio della scuola, si ricorda che la legge di bilancio 2018 (Legge n. 205/2017), in vigore dall'1 gennaio 2018, ha introdotto una importante novità per le persone con disturbi specifici di apprendimento (DSA): le spese sostenute per "L'acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici, di cui alla legge 8 ottobre 2010, n° 170, necessari all'apprendimento" diventano fiscalmente detraibili dalle tasse.

L’agevolazione si applica alle spese sostenute dal 2018 “per l'acquisto di strumenti compensativi e di sussidi tecnici e informatici, di cui alla legge 8 ottobre 2010, n. 170, necessari all'apprendimento, nonchè per l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento delle lingue straniere”

La detrazione spetta a condizione che il contribuente presenti:

  • fattura che attesta l'acquisto dello strumento compensativo/informatico, che deve essere debitamente conservata.
  • un certificato medico che attesti il collegamento funzionale tra i sussidi e gli strumenti acquistati e il tipo di disturbo dell'apprendimento diagnosticato, quindi la diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento DSA.

Per quanto attiene al profilo soggettivo, le spese devono essere sostenute in favore dei minori o di maggiorenni, con diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento (DSA) fino al completamento della scuola secondaria di secondo grado. Colui che usufruisce dello strumento compensativo deve quindi essere uno studente con DSA dalla scuola primaria alla scuola secondaria di II grado.

Su tali spese pertanto il beneficiario potrà godere di una detrazione ai fini IRPEF pari al 19% della spesa sostenuta, a partire dalla dichiarazione dei redditi 2019 (sui redditi del 2018).

Maggiori informazioni rivolgendosi presso i nostri uffici territoriali 


Contributi per libri di testo-anno scolastico 2018/2019

Le famiglie possono presentare le domande per i contributi per i libri di testo dell'anno scolastico 2018/2019, esclusivamente online, dal 3 settembre fino alle ore 18.00 del 23 ottobre 2018.

Hanno diritto al contributo gli:

  • studenti residenti e frequentanti le scuole nella regione Emilia-Romagna, secondarie di I e II grado, statali, private paritarie e paritarie degli Enti Locali, non statali autorizzate a rilasciare titoli di studio aventi valore legale;
  • studenti frequentanti scuole dell'Emilia-Romagna e residenti in altre Regioni che erogano il beneficio secondo il criterio "della scuola frequentata". In questo caso competente all'erogazione del beneficio è il Comune sul cui territorio si trova la scuola frequentata dallo studente;

Il requisito richiesto per partecipare al bando è un valore ISEE 2018 riferito al nucleo familiare dello studente: Fascia 1 soglia ISEE di 10.632,94 euro – Fascia 2 da € 10.632,95 a € 15.748,78.

Per richiedere il contributo, gli interessati, devono conservare la documentazione di spesa relativa all'acquisto dei libri di testo ed essere in possesso di un indirizzo email e di un numero di cellulare nazionale.

Le famiglie possono fare domanda dal 3 settembre fino alle ore 18.00 del 23 ottobre 2018 online collegandosi al link: https://scuola.er-go.it/

Maggiori informazioni sul portale ERscuola

Se avete bisogno di assistenza per la compilazione della domanda potete rivolgervi (previo appuntamento) presso uno dei nostri uffici territoriali 


Modello 730, in oltre 17 milioni dai Caf

Scade lunedì 23 luglio la presentazione della dichiarazione dei redditi (modello 730) e il lavoro nei Centri di assistenza fiscale (Caf) sta volgendo al termine. Gli appuntamenti previsti con i contribuenti per la raccolta delle dichiarazioni continuano in modo serrato ma ordinato. Nel 2017 furono 17.624.556 le dichiarazioni raccolte dai Caf: anche nel 2018 il dato non sembra discostarsi di molto, nonostante un leggero aumento delle dichiarazioni online (2.700.000, 400 mila mila in più rispetto all'anno precedente). “Su quasi 20 milioni di contribuenti - dichiarano Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, coordinatori della Consulta nazionale dei Caf - l’86 per cento, pari a circa 17.200.000, anche nel 2018 si rivolge ai Centri. Siamo oramai di fronte a un dato strutturale e non modificabile nella sostanza. La dichiarazione online, dopo quattro anni di sperimentazione, segnala un limite di fondo: il cittadino vuole garantire sia a se stesso sia allo Stato la massima correttezza, quindi preferisce farsi assistere anche solo per avere una conferma della veridicità della propria dichiarazione”.

Il dato rilevante è proprio il mantenimento del numero dei 730 (precompilati e ordinari) raccolti dai Caf anche in questa stagione fiscale. Oramai la relazione tra cittadino e Centri, dopo 25 anni di presenza capillare in tutto il Paese, è stabile. “Il livello del nostro servizio, con 20 mila dipendenti aggiornati e professionali, consente di mantenere funzionante e poco costoso il modello italiano di gestione del sistema fiscale che, lo ricordiamo ancora una volta, è tra i migliori al mondo (ovviamente il riferimento è al modello di gestione delle dichiarazioni dei redditi relative ai pensionati e ai dipendenti)", affermano Bagnoli e Soldini: "Questa osmosi tra pubblico e privato consente allo Stato di contare su di un sistema Caf che con il visto di conformità si assume la responsabilità della veridicità della dichiarazione, e con una presenza capillare e strutturata è in grado di offrire informazioni e soprattutto assistenza nella raccolta dei modelli 730 in tutti i comuni italiani, con un costo non paragonabile a quello occorrente allo Stato se assolvesse allo stesso compito". I due coordinatori della Consulta sottolineano anche che "con questo spirito di servizio, sviluppato e rivolto alla tutela del cittadino, il sistema dei Caf concorre a migliorare esponenzialmente l’immagine complessiva della pubblica amministrazione”.

Ma non sul solo modello 730 hanno operato a oggi i Centri di assistenza fiscale. Fino al 30 giugno scorso, infatti, sono state 4.132.568 le famiglie italiane che sono entrate nei Caf per presentare la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e ottenere così dall’Inps la certificazione Isee. Qui l’incremento sul 2017 è del 12,37 per cento, segno del valore dello strumento utilizzato per il Reddito d’inclusione, che apre la via al probabile reddito di cittadinanza. Questi risultati potrebbero portare a un'evoluzione del rapporto tra Stato e sistema dei Caf. “La nostra rimane una silenziosa ma costante volontà: quella di stabilire un nuovo patto con il ministero dell’Economia e delle finanze", concludono Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, coordinatori della Consulta nazionale dei Caf: "Crediamo di poter rappresentare, con l’esempio indiscutibile dei nostri numeri, un soggetto organizzato e competente che sa e può affrontare sia l’evoluzione del tema fiscale sia l’attuazione dei servizi a favore del reddito delle famiglie italiane. Un grande consulente vicino ai cittadini. Nei fatti è ciò che siamo: potremmo esserlo anche nella forma, magari con la prossima legge di Bilancio”.

Fonte cafcgil.it


Isee 2018, rinnovata la convenzione con l'Inps

Con la determina presidenziale si conclude positivamente il confronto tra Caf e Inps, raggiungendo finalmente un accordo per il rinnovo della convenzione Isee 2018, dopo un lungo iter di approvazione.

I Centri di assistenza fiscale, dunque, potranno continuare a operare al meglio per garantire gratuito supporto ai cittadini nelle richieste di agevolazione e accesso a servizi sociali, ottenibili attraverso la certificazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

Fonte www.cafcgil.it


Con bonus fiscali e fondi pubblici la #Casaconviene

Al via per il terzo anno consecutivo la campagna d’informazione #casaconviene avviata nel 2016 dal MEF per promuovere la massima diffusione delle informazioni su bonus e fondi pubblici per la casa previsti dalla legge. L’iniziativa ha l’obiettivo di stimolare la vasta platea composta da famiglie, proprietari di immobili ad uso abitativo, locatari ed imprese, ad usufruire dei vantaggi derivanti dalle agevolazioni fiscali per gli interventi edilizi e dalle misure a favore di lavoratori con difficoltà nell'accesso al mutuo o nel pagamento delle rate.

Anche la Legge di Bilancio 2018 ha previsto nuove risorse per la casa. Tra le novità, la detrazione Irpef per la sistemazione a verde di aree scoperte private e di parti comuni esterne di edifici condominiali (il “Bonus verde”) e la detrazione per chi esegue congiuntamente interventi di riqualificazione energetica e di prevenzione antisismica. Sono state inoltre prorogate le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione, di riqualificazione energetica degli edifici (“Ecobonus”) e di messa in sicurezza degli immobili (“Sisma bonus”). Dal 2018 alcune di queste detrazioni sono fruibili anche dagli istituti autonomi case popolari, comunque denominati, e dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa. Continua ad essere possibile la cessione del credito fiscale dell’Ecobonus e del Sisma bonus alle imprese esecutrici o ad altri soggetti privati, mentre i contribuenti “incapienti” possono cedere il credito relativo all’Ecobonus anche alle banche.

Non solo bonus fiscali, grazie ai fondi pubblici è più facile ottenere un mutuo (con le garanzie statali) o sospendere il pagamento delle rate nel caso di una temporanea difficoltà economica (accedendo al Fondo di Solidarietà). Il Fondo istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per le garanzie sui mutui prima casa da gennaio 2015 (quando è diventato operativo) al 31 marzo 2018, ha giudicato ammissibili 58.501 richieste con un importo di garanzie rilasciate pari a 3,3 miliardi di euro. Alla fine di marzo 2018 i mutui ipotecari effettivamente accesi ricorrendo alle garanzie dello Stato – che hanno sostituito, in molti casi, le ulteriori garanzie da parte di familiari o altri soggetti terzi – risultano 40.432 per un valore pari a 4,5 miliardi di euro.

Il Libretto "Casa? Conviene" scaricabile in formato PDF (5MB)

Ed ecco un breve video illustra le caratteristiche del "bonus verde":

https://www.youtube.com/watch?v=NOq29_oca68

Fonte: Sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze


Il 90% delle dichiarazioni fiscali degli italiani passa dai CAF

Una rete professionale, organizzata, solida, veloce. Questi i motivi per cui circa il 90% delle dichiarazioni fiscali viene raccolto in tutta Italia dai CAF, i Centri di Assistenza Fiscale. I CAF sono infatti considerati dal cittadino il punto di riferimento di tutte le relazioni economiche che lo legano allo Stato e questo vale in maniera trasversale per tutti i ceti e in tutte le regioni. Questo ruolo di cerniera tra Pubblica Amministrazione e cittadini coinvolge oltre 30 milioni di italiani.

Questo trend – anche dopo l’avvio della procedura del 730 online – non tende a diminuire tanto che in numeri assoluti il lavoro dei CAF è ulteriormente aumentato passando da 17.369.822 di dichiarazioni del 2015 a 17.624.566 di dichiarazioni gestite nel 2017. Numeri che non potranno subire sostanziali ridimensionamenti nemmeno in futuro. Le ragioni possono riassumersi:

  • nella fidelizzazione dell’utenza che vive un rapporto di fiducia consolidato con i CAF e le loro organizzazioni di riferimento;
  • nella mancanza di tempo e la paura di sbagliare che spingono il contribuente a rivolgersi ad un intermediario, che assiste e tutela, e allo stesso tempo garantisce correttezza e legalità fiscale per non incorrere in errori, ed evitare il pagamento dell’eventuale sanzione;
  • nella scarsa dimestichezza con l’informatica e i servizi telematici di ancora larga parte della popolazione;
  • nella relativa incompletezza del precompilato, che se da un lato è stata in parte colmata nel 2016 e 2017, dall’altro è alimentata dall’introduzione di sempre nuove norme particolari in materia di deduzioni e detrazioni.

Si tratta di gap sembrano difficilmente superabili nei 5 anni previsti dallo Stato per la precompilazione totale delle dichiarazioni.

Altro settore in cui l’intervento dei CAF è imprescindibile è quello relativo alle pratiche riguardanti sia il reddito d’inclusione (REI) che quelle legate alle prestazioni agevolate per i servizi pubblici attraverso ISEE. Quasi 6 milioni di famiglie italiane hanno usufruito dei servizi dei Centri di Assistenza Fiscale. Nei primi tre mesi dell’anno, le richieste sono aumentate del 25%.

I CAF, per il loro modello organizzativo molto flessibile, consente di realizzare servizi a costi molto bassi. Costi che lo Stato non sarebbe in grado di ottenere.

Fonte Consulta CAF


Tutte le informazioni sul Bonus Arredi 2018

È partita la campagna informativa sul bonus fiscale 2018 relativo agli acquisti di mobili, arredi ed elettrodomestici nell’ambito delle ristrutturazioni: gli Italiani che sono coinvolti in spese importanti per la propria abitazione, troveranno così una modalità di risparmio utile ad agevolare i propri consumi.

Il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), in collaborazione con Federmobili (che rappresenta 20.000 punti vendita), FederlegnoArredo (80.000 aziende produttive) e la Consulta Nazionale dei CAF (20.000 Centri di Assistenza Fiscale CAF), promuovono una campagna massiccia che si dispiega dal 22 marzo al 4 aprile attraverso oltre 50.000 passaggi di spot pubblicitari nei cinema italiani del circuito Moviemedia (vedi tutte le sale cinematografiche), un utilizzo altrettanto importante dei social e una divulgazione diretta da parte dei soggetti aderenti alla campagna. Sul sito www.bonusarredi.it chiunque potrà essere informato delle agevolazioni previste e trovare i negozi aderenti alla campagna organizzati per area geografica.

Ecco alcune domande/risposte:

  • A chi interessa il bonus? A tutti coloro che hanno iniziato un intervento di ristrutturazione in data non anteriore al 1 gennaio 2017.
  • Per che cosa? Per acquisti di mobili ed elettrodomestici realizzata entro il 31 dicembre 2018.
  • Quanto si risparmierà? La detrazione prevista è del 50% su una spesa massima di 10.000 euro. L’importo in detrazione verrà rimborsato in 10 rate attraverso la dichiarazione dei redditi a partire dall’anno successivo all’acquisto stesso. È un indubbio aiuto ai consumi e al risparmio delle famiglie. I CAAF CGIL supporteranno i cittadini non solo nelle informazioni, aiutandoli nella miglior gestione dei loro acquisti, ma nella successiva applicazione dei bonus nella dichiarazione dei redditi 2019

 

Ecco un video esplicativo:

https://youtu.be/qD83avXEo8I

 

Il manifesto della campagna


Rottamazione delle cartelle, i Caaf in campo per aiutare i cittadini

I Centri di assistenza fiscale in campo per aiutare i cittadini nella definizione agevolata, la “rottamazione” delle cartelle esattoriali. È quanto prevede la collaborazione tra la Consulta nazionale dei Caf e l’Agenzia delle entrate-Riscossione che, attraverso una specifica convenzione, hanno avviato un dialogo costante e un percorso comune di semplificazione a favore dei contribuenti. Questo consentirà a milioni di cittadini (persone fisiche) di rivolgersi presso le oltre 20 mila sedi dei Centri e trovare operatori qualificati in grado di fornire assistenza e consulenza per definire al meglio le proprie pendenze tributarie, beneficiando della possibilità, prevista dalla definizione agevolata, di non pagare le sanzioni e gli interessi di mora su quanto dovuto.

Lo scorso giovedì 11 gennaio l'Agenzia delle entrate-Riscossione ha organizzato un forum informativo e formativo per i Caf aderenti alla Consulta nazionale: sono stati aggiornati gli aspetti normativi e le procedure organizzative legate alla definizione agevolata. Inoltre sono state illustrate le altre potenzialità che i Centri di assistenza fiscale potranno esprimere, sempre al servizio di tutti gli italiani, per quanto riguarda altri rapporti con l'agente della riscossione, tra cui la rateizzazione, la richiesta di sospensione, la stessa effettuazione dei pagamenti.

Per gestire queste attività, l’Agenzia mette a disposizione di tutti gli intermediari un'area riservata online (Equipro), disponibile sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it. I Caf, a propria volta, forti della diffusione capillare sul territorio e dell'esperienza maturata nel tempo al servizio di oltre 20 milioni di Italiani che ogni anno si avvalgono dei loro servizi, accoglieranno e orienteranno tutti coloro che vorranno rivolgersi alle loro strutture ben sapendo di poter contare su una relazione professionale accompagnata dall’assistenza e dalla massima tutela delle persone.

Fonte www.cafcgil.it