Sono state due milioni l’anno scorso le dichiarazioni dei redditi precompilate inviate online direttamente dai contribuenti, a fronte delle oltre 17 milioni presentate dai Caf e dai professionisti. Quest’anno la cifra sembra essere inferiore, ma c’è ancora tempo per fare un bilancio (l’ultimo giorno utile per la presentazione è il 24 luglio). La sperimentazione dei precompilati è giunta ormai al terzo anno (è iniziata nel 2015) ma di certo fare da soli non è facile: gli errori che si possono commettere sono molti, e il rischio di pagare addirittura di più non è improbabile.

Le informazioni contenute nella precompilata infatti vanno sapute gestire e un utente medio difficilmente riesce a farlo senza incorrere in errori o senza fare i conti con le difficoltà a interpretare la normativa. Sbagliando e non portando in detrazione delle spese, si finisce così per pagare più tasse.

Gli sbagli possono essere tanti. I più comuni sono l’assenza del codice fiscale del coniuge (anche non a carico), la non sostituzione del codice relativo all’immobile in caso di cambio di residenza o inizio/fine di una locazione, la mancata indicazione (questo accade spesso a dipendenti o pensionati) dei redditi di capitale e di lavoro autonomo. Altri errori si possono realizzare nelle spese sanitarie (talvolta gli importi precaricati sono trasmessi in maniera non corretta) e in quelle scolastiche e universitarie, nei contributi per colf/badanti (occorre verificare che la deduzione non sia stata già riconosciuta dal sostituto d’imposta e integrare il modello) e nelle spese condominiali (dove è necessario aggiungere quelle pagate con bancomat, carte di credito e bonifici).

Presentando il 730 precompilato tramite il Caf quindi si potrà usufruire di una consulenza di personale esperto e formato e inoltre eventuali controlli dell’agenzia delle entrate saranno effettuati nei confronti del Caf.

(fonte CAF CGIL)

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