Stop più ampio per i rimborsi diretti in busta paga dei crediti Irpef che derivano da 730 presentati nel 2016. È l’effetto dell’ultima legge di Stabilità (208/2015).

A partire dalle dichiarazioni presentate quest’anno, potranno essere soggetti a un controllo preventivo con successivo rimborso a cura delle Entrate, i 730 inoltrati con modifiche direttamente dal contribuente (anche tramite sostituto d’imposta), in presenza di determinate circostanze: quando il 730 presenta elementi di incoerenza rispetto a criteri che saranno individuati da un provvedimento e se determina un rimborso superiore ai 4mila euro (nuovo comma 3-bis dell’articolo 5, del Dlgs 175/2014). Il controllo da parte delle Entrate dovrà essere effettuato entro 4 mesi dal termine per l’invio della dichiarazione (7 luglio) e il rimborso sarà erogato non oltre il sesto mese successivo al termine per la trasmissione del modello (7 gennaio dell’anno successivo).

In quest’ambito è intervenuta l’Agenzia con alcuni chiarimenti a Telefisco. Sugli indicatori di incoerenza è stato affermato che essi saranno collegati, ad esempio, alla tipologia e all’entità delle integrazioni effettuate dal contribuente o al maggior rimborso determinato rispetto alla dichiarazione proposta. In pratica, quindi, l’entità delle modifiche rispetto alla precompilata indirizzerà le selezioni. Per i rimborsi eccedenti i 4mila euro il controllo potrà essere effettuato a prescindere dalla presenza di detrazioni per familiari a carico (diversamente dallo scorso anno).

Articolo di Gian Paolo Ranocchi Fonte “Il Sole 24 ore” del 7 Febbraio 2016

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