È partita in questi giorni l’attività di assistenza fiscale del 2016, con la presentazione della dichiarazione dei redditi 730 per i cittadini italiani. Anche con l’introduzione della dichiarazione, precompilata il ruolo dei Caf e dei Caaf CGIL resta centrale e non sostituibile.

Il Caaf CGIL fa parte della Consulta nazionale dei Caf che rappresenta la più grande rete di assistenza e consulenza fiscale ai contribuenti persone fisiche, con oltre 30 milioni di cittadini  che direttamente o indirettamente fruiscono dei servizi di assistenza fiscale modello 730, Unico, Isee, Red e dei servizi per prestazioni sociali.

Nel 2015 i Caf nel loro complesso hanno fatto pervenire oltre 17,6 milioni di dichiarazioni del modulo 730 all´Agenzia delle entrate, attraverso i propri canali: il 93% del totale delle dichiarazioni, a fronte del 7% inviate direttamente all´Agenzia, senza passare per un intermediario. In Italia sono 10.000 le sedi operative aperte tutto l’anno, 10.800 le sedi o centri aperti stagionalmente. Impegna 10.500 operatori a tempo pieno, 10.850 a tempo determinato, ha una convenzione con 800 strutture e 28.000 professionisti. Molto vasta è la formazione messa in campo per la campagna fiscale: gli addetti hanno usufruito di 3 milioni di ore di formazione per un costo complessivo di 2 milioni di euro. Per quanti si rivolgeranno ai Caf, oltre 17 milioni di contribuenti nel 2015, il costo medio per la dichiarazione dei redditi oscillerà tra i 36 euro del Sud e i 64 euro del Nord-Ovest.

Il 730 precompilato, introdotto nel 2015, quest’anno è più ricco di informazioni: spese sanitarie, universitarie, funebri, ristrutturazione immobili, bonus energetici, acquisto di mobili ed elettrodomestici. La Consulta si augura un incremento della possibilità dei cittadini di gestire la dichiarazione dei redditi in modo autonomo, ma non lo ritiene possibile secondo le modalità attuali. “Ci sono vari problemi nell’uso del precompilato – afferma Mauro Soldini -, c’è il digital divide e l’analfabetismo informatico ancora forte nel nostro paese. Ma c’è sopratutto la difficoltà negli adempimenti: l’attuale semplificazione si limita ai canali, ovvero è solo una semplificazione organizzativa. Il cittadino ancora si rivolge a chi dà assistenza per molti motivi, per esempio la giungla delle detrazioni è così vasta che per affrontarla occorre una consulenza approfondita“. Nel 2016 i dati nel 730 aumentano ulteriormente: “Per il secondo anno il Caf è responsabile del danno erariale – prosegue -: se non siamo preparati o attenti dovremo risarcire imposte, sanzioni e interessi. Un principio che tra l’altro è contrario alla Costituzione e ci porterà un grave costo nel 2017-18, al momento delle verifiche“.

L’ultima legge di stabilità, ancora una volta, ha colpito duro i Caf. Nel 2015 la revisione dei compensi ministeriali verso i Centri li ha rimodulati da 14 euro a una media di 15,5 euro, a fronte di un costo per unità di prodotto intorno ai 35 euro. La legge 2016 è intervenuta indiscriminatamente, con un taglio progressivo del 13% quest’anno che arriverà fino al -32% dal 2018. “L’approvazione della legge di stabilità è uno dei momenti più dolorosi dell’anno – secondo Soldini -, questi nuovi tagli ci porteranno carichi economici ed organizzativi sempre maggiori. I compensi ai Caf vengono continuamente ridotti, eppure noi aumentiamo le tariffe per i 730 solo di pochi euro. Gli aumenti, sia chiaro, sono totalmente imputabili ai tagli: se ci lasciassero in pace le tariffe resterebbero ferme, o addirittura scenderebbero grazie all’economia di scala. Da una parte dobbiamo assumerci la grande responsabilità del danno erariale, dall’altra veniamo trattati dal governo come una lobby che chiede un po’ di soldi in più. Non è così“. La Consulta attende a giorni il decreto ministeriale per la rideterminazione dei tetti massimi nei compensi: “Ci prepariamo a ricorrere per vie giudiziarie contro i tagli – conclude -, ovviamente analizzeremo il testo nel dettaglio e lo valuteremo con i nostri legali, ma la determinazione è chiara“.

Da parte sua, Massimo Bagnoli specifica che la Consulta “non è avversa al 730 precompilato: il ruolo dei Caf va oltre ed è strategico per garantire assistenza e competenza. I 50mila operatori che si occupano di assistenza fiscale, con 3 milioni di ore di formazioni svolte, lo dimostrano: sono numeri importanti che confermano la nostra centralità”.

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